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Salvatore Lioniello

Lioniello, sbarca a Milano il pizzaiuolo “col cappello”

Il Borsalino è diventato l’emblema del giovane casertano che, dopo i successi di Succivo e i riconoscimenti della critica, porta in viale Friuli, nel capoluogo lombardo, la sua pizza “diversamente napoletana”.

Un cappello può fare la differenza. Se sotto naturalmente c’è un cervello che lavora e tanto cuore. Salvatore Lioniello, 36enne di Orta di Atella, nel Casertano, ha tutto questo. Così è riuscito a trasformare il locale di famiglia a Succivo da onesto indirizzo di paese in una delle pizzerie più interessanti della Campania. E quindi d’Italia. E quindi di Milano. Già, perché Lioniello poco più di un mese fa, sul declinare del 2023, ha aperto il suo primo locale nel capoluogo lombardo, ormai ring su cui si affrontano i migliori pizzaioli del Paese. Una sfida necessaria per un giovane ambizioso e che ha dovuto affrontare tante avversità nella sua vita. Il locale milanese si trova in viale Friuli al numero 46 e ha già conquistato i cuori dei pizza lover milanesi.

La seconda vita di Salvatore ha inizio nel 2014 in circostanze drammatiche. Muore il padre Nicola e lui, che da poco aveva vinto un campionato di pizza in teglia, dopo aver fatto di tutto nella vita, anche il posatore di porfido, decide di rilevare la gestione del locale. Lui che fino a quel momento aveva evitato di farsi coinvolgere perché non aveva voglia di lavorare il sabato sera invece di stare con gli amici a fare baldoria. Salvatore, dato che c’è, decide di cambiare tutto e introduce nuove tecniche di preparazione della pizza. Dalla considerazione che si tratta di un prodotto classico ma fino a un certo punto nasce la “Pizza Diversamente Napoletana”, basata su un pre-impasto fermentato, che diventa il suo marchio distintivo. Nel 2017 nuova svolta: chiude il locale storico e ne apre un altro più contemporaneo a Succivo e ci mette il nome (Da Lioniello), la faccia e soprattutto il cappello. Che è il suo amuleto, un Borsalino che indossa sempre, anche in cucina, e che è l’evoluzione del cappello da pescatore che da giovanissimo calzava per omaggiare il suo idolo Sampei.

Nel frattempo arriva il successo. Dapprima il passaparola, che è sempre il più potente dei motori, poi il successo sui social (Instagram e TikTok) quindi anche la critica si accorge di Salvatore, che oggi occupa la posizione numero 20 della classifica 50 Top Pizza Italia 2023 e ha 3 spicchi sulla Guida Pizzerie 2024 del Gambero Rosso.

Il locale milanese riproduce sia negli interni (i pannelli in legno che insonorizzano perfettamente l’ambiente, le lampade contemporanee, le caratteristiche maioliche bianche e nere di Vietri sul Mare firmate da Francesco De Maio, ma soprattutto il forno della pizza “con cappello”) sia nella proposta gastronomica il locale originario di Succivo. Centodieci i coperti in sala, più 14 nel privé e 20 nel dehors, e quattro tavoli rotondi dedicati alle degustazioni in una zona separata del piano principale, con vista diretta sul forno. In carta gli antipasti fritti (Crocché di patate e Frittatina in due varianti), le Pizze Fritte, quelle tradizionali e quelle “a modo nostro”. Tra queste la sentimentale “My Dad”, vincitrice del Mondiale 2014, con salsiccia, provola affumicata e Parmigiana, l’iconico “Sandwich di pizza”, un padellino multicereali con Parmigiana, stracciata e un tris di pomodori stracotti; e “A casa ra’ nonna”, una montanara fritta e asciugata al forno, con il ragù napoletano. Per ora una sola tipologia a ruota di carro, la “Cosacca- Ritorno al passato”, perché, spiega Salvatore, “per servirne più tipologie ci vorrebbero due forni accesi in contemporanea”. I dolci sono firmati da un altro Salvatore, il maestro pasticciere Tortora. Piccola carta dei vini con uno spazio dedicato al particolarissimo Asprinio di Aversa.

Fonte: il Giornale.it

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